martedì 16 gennaio 2018

I racconti di Leo Tenneriello: "La bellezza del caos"



Sabato 20 gennaio 2018, dalle 19.30,
al Fondo Verri la presentazione della raccolta di racconti
di Leo Tenneriello “La bellezza del caos”” (Pubblicazioni Italiane)


Venti racconti, venti vite ordinate e senza governo, deragliate che ritrovano la via. Nudi racconti esistenziali, surreali, etici e visionari. Tutto comincia con circostanze futili, consuete, per approdare allo svelamento della crisi d’identità, della solitudine, del disorientamento di una generazione senza causa e senza ribellione. Nella bellezza del caos ci sono coppie (moglie – marito, fratello – fratello, madre-figlio, uomo-donna, uomo-anima, scrittore-lettore, pittore-tela) che si perdono e si ritrovano. Piccoli fatti insignificanti che restituiscono a ogni personaggio l'essenzialità dei sentimenti, nascosta dietro la mediocrità del male e della paura di vivere. 


Leo Tenneriello - (imbrattacarte, scribacchino, strimpellatore, canterino) è nato a Taranto da papà campano e mamma lucana. Laureato con lode in Scienze Politiche all’Università di Bari. Nel 1992 ho pubblicato "Individuo, massa e potere nella metamorfosi di Canetti" per Franco Angeli Edizioni – Democrazia e Diritto. In seguito ho pubblicato tre libri: “Metamorfosi e fuga” (2009) e “Sorella noia fratello nulla” (2013) per il Raggio Verde, “In amore siamo cose” (2015) per Pubblicazioni Italiane. Come cantautore ho all’attivo sei cd: nel 2006 “ControVerso”, nel 2008 “Invisibili”, nel 2009 “Viversi”, nel 2011 “Basta Pagare” e nel 2013 “Leo T. Kafka” per il quale, sempre nel 2013, ho vinto il Premio Speciale della Giuria Franz Kafka Italia. In seguito ho presentato “Leo T. Kafka Live - canzoni per raccontare un grande scrittore" in diverse scuole, piccoli teatri, biblioteche e club. Nel 2016 ho pubblicato “Wilde” da cui è nato il recital "Wilde, dialogo col Genio".

Gianguido Palumbo con "Mani nude"



Venerdì 19 gennaio 2018, dalle 19.30,
al Fondo Verri la presentazione del nuovo romanzo
di Gianguido Palumbo “Mani nude” (Spring edizioni)


Roma, primavera del 2015 : alcuni personaggi molto diversi fra loro (origine, sesso, età, cultura, censo), affrontano le loro crisi individuali, emblematiche delle Crisi contemporanee di identità (onestà, coerenza, sessualità, etnicità, fede, politica, scienza) andando a pagamento dalla Signora Maria: una bella, colta, intelligente e strana Consulente cinquantenne di Matera che, ripartendo dalla lunga tradizione familiare della “Magia Lucana”, mescola con grande professionalità Filosofia, Psicologia, Astrologia, Grafologia, Chiromanzia, Tecnologia ed è diventata molto famosa e richiesta.
La storia si svolge in un Paese, l’Italia, dove da anni e sempre di più, molte persone di livelli e ambienti diversi, investono tanti soldi nella frequentazione di Maghi, Cartomanti, Chiromanti, Indovini, Astrologhi (molto meno seri e professionali della protagonista di questo racconto) e lo fanno senza dirlo, per pudore. Più la Crisi economica, sociale, culturale è andata avanti più è aumentato l’“investimento”. Da alcune ricerche attendibili di pochi anni fa, risultava che il fatturato annuale presunto di maghi, cartomanti e simili, aveva già raggiunto i 15 miliardi. In crescita netta rispetto a solo pochi anni prima.
Scrive l’autore in una nota: “L’idea di questo romanzo è nata agli inizi di settembre 2016 per una possibile sceneggiatura da scrivere assieme all’amico regista albanese Edmond Budina che conosco e stimo dal 2005 e con il quale stiamo dialogando da mesi su questo obiettivo. Il progetto comune è di realizzare il film entro il 2019, anno in cui la città di Matera sarà Capitale Europea della Cultura : la protagonista della storia è originaria di Matera e tutte le vicende si svolgono fra Roma e la città lucana.
Anche questa idea e questo mio impegno creativo personale, come altri precedenti, coinvolge l’associazione interetnica italiana MONDITA www.mondita.it della quale sono fondatore e presidente : uno dei temi della storia raccontata è proprio quello della multietnicità contemporanea della società italiana ed in particolare di Roma. I sei personaggi principali (in memoria di Pirandello) sono stati immaginati, in cerca non d’Autore ma di Tutore, originari di diversi paesi, continenti e culture. Ho pensato alle loro vite, professioni, caratteristiche umane sulla base di una conoscenza pluridecennale della realtà multietnica italiana e romana, creando volutamente un contrasto individuale fra stereotipi sociali e crisi di identità”.

giovedì 11 gennaio 2018

Le canzoni di Franco Fortini



 
Franco Fortini

Venerdì 12 gennaio 2018, dalle 21.00, al Fondo Verri, in via Santa Maria del Paradiso 8, a Lecce, Alessio Lega presenta Dove si andrà? Le canzoni di Franco Fortini nel centenario della sua nascita uno spettacolo musicale nato in collaborazione con l’Istituto Ernesto de Martino.

Alessio Lega

«Erano dei testi sentimentali e a contenuto politico. Le canzoni a contenuto politico erano fatte per prendere in giro certe parti politiche e per favorirne altre. Sia in quelle sentimentali che in quelle politiche l'intenzione era sempre la stessa: di mettere in rapporto un fatto privato (per esempio un sentimento amoroso) con dei sentimenti, dei fatti pubblici.»
«Una poesia nasce spesso per una specie di illusione di maggiore libertà, invece: per il testo di una canzone io devo in qualche modo immaginarmi una struttura. In un certo senso è molto più difficile scrivere il testo di una buona canzone.»
Queste due affermazione ci raccontano dall'interno Il rapporto di Franco Fortini con la canzone, un rapporto difficile, nel quale il poeta si schernisce, un rapporto ridimensionato, quasi ripudiato.
Invece Fortini - il grande poeta, il grande scrittore, il grande saggista, uno di quegli intellettuali rigorosi e severi che vegliava sulle sorti d'Italia - fu un grande autore: il pugno di canzoni che ci ha lasciato sono notevolissime e di estrema varietà.

Canzoni d'amore: "Quella cosa in Lombardia", "Le nostre domande", "Canzone dei litigi". Canzoni esistenziali: "Canzone del bel tempo" poi diventata "Domenica e lunedì" di Branduardi. Canzoni di protesta: "Patria mia", "Julian Grimau", "Canzone della marcia della pace". Canzoni per bambini persino: "Però però". E altre...
Fortini poi collaborò alle versioni cantabili delle canzoni di Brecht e fra queste a quella "Risoluzione dei comunardi" diventata una delle più famose canzoni di Paolo Pietrangeli. Il suo interesse per la musica popolare fece in modo che scrivesse i testi di scena che introducevano il più importante spettacolo del Folk-Revival italiano, il "Bella Ciao" che tanto scandalo suscitò a Spoleto nel 1964.

Insomma il rapporto di Franco Fortini con la canzone è il lato oscuro del suo lunare percorso che ci permette di portare sulla scena oggi in modo anti-accademico, spettacolare e godibilissimo tutti i suoi temi.

Alessio Lega in collaborazione con l'Istituto Ernesto de Martino (che di Fortini fu interlocutore privilegiato per trent'anni) porta in scena questo Franco Fortini quasi inedito e pochissimo conosciuto, con arrangiamenti appositamente riscritti (e qualche prima esecuzioni di versi musicati per l'occasione) che daranno piena luce a uno dei più grandi poeti del '900.

venerdì 5 gennaio 2018

Ultimo appuntamento per le Mani e l'Ascolto



Sabato 6 gennaio 2018, dalle 19.30, ultimo appuntamento della rassegna “Le Mani e l’Ascolto al Fondo Verri, in via Santa Maria del Paradiso a Lecce con le narrazioni salentine dello scrittore Maurizio Nocera, che presenta “La favola dei fichi parlanti”, edito da Spagine e, a seguire, il pianista Orazio Saracino che presenta il cd "IncontroTempo Suite” (Workin’ Label 2017) accompagnato dalla voce di Federica D’Agostino.

Maurizio Nocera alle prese con la farcitura dei fichi
“La favola dei fichi parlanti” di Maurizio Nocera è un piccolo libro dedicato all’arte del raccogliere, farcire e conservare i fichi. Così in apertura scrive Nocera: Nel mio antico paese c'è un luogo della memoria che non si cancella più dalla mente, le Tagliate (tajate in dialetto), grandi cave di tufo a cielo aperto, nei cui pressi esiste una delle meraviglie del nostro pianeta: la Grotta delle Veneri. Ero ancora un ragazzo quando archeologi famosi tirarono su dalla terra rimasta vergine per millenni i tesori in essa conservati: le due Veneri paleolitiche. La mia memoria è legata a quel luogo non solo perché in quella grotta gli archeologi permisero anche a me di trasportare all'esterno un po' di terra, ma perché lì, tra la Masseria vecchia, il Casino dei monaci e la Discesa agricola ci sono le mie radici. È un luogo magico, incantato, fatato (…). Lì, nella grande Tagliata, finché c'è stata la necessità, ha vissuto tutte le buone stagioni d'ogni anno la mia famiglia” Una narrazione che accompagna il lettore in un Salento ormai lontano da noi eppure necessario ed essenziale in ciò che ci comunica e ci sollecita a fare per aver cura e memoria della nostra Terra.


Il pianista Orazio Saracino

E con il tempo si confronta con la sua musica Orazio Saracino, pianista pugliese con il pallino della composizione e tante idee per la testa, così racconta di lui: “Superati i 30 ho deciso di dare concretezza ai miei spunti musicali fissandoli in un prodotto tangibile: il mio primo disco: “IncontroTempo Suite”, frutto dell'incontro umano e artistico con tanti meravigliosi musicisti, una suite di brani ognuno dei quali rievoca una danza del mondo diversa, ciascuna col suo tempo, qualcuna in controtempo prodotto con l'etichetta Workin' Label. Il disco raccoglie nove tracce di cui sei inedite a cui si sommano le riletture dei brani La Danza di Gioacchino Rossini e Unsquare Dance di Dave Brubeck, oltre ad una rielaborazione musico-teatrale del canto tradizionale salentino Fimmine fimmine. Non un disco di musica popolare, né folk, ma nemmeno jazz o di musica classica, almeno in senso stretto. Dentro c'è tutto il mio mondo musicale e non solo, un pot-pourri di influenze da cui mi sono lasciato liberamente plasmare”.

Orazio Saracino è nato nel 1985, ha conseguto il diploma in pianoforte classico con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari sotto la guida del M° Valfrido Ferrari. Successivamente, studia pianoforte ed armonia jazz con il pianista Mirko Signorile, perfezionandosi in seguito presso la Saint Louis di Roma con il pianista Pierpaolo Principato e con Maurizio Giammarco per la musica d’insieme. Frequenta, sempre presso il Conservatorio “Piccinni”, il corso tradizionale di Composizione studiando con Maria Pia Sepe e Federico Biscione.
La rassegna “Le Mani e l’Ascolto” - appuntamento ormai consueto nel cartellone che l’Amministrazione Comunale di Lecce promuove per le festività del Natale e del Capodanno si protrarrà fino al 5 gennaio - è realizzata con il sostegno dell’Associazione Presìdi del Libro e dell’Assessorato allo Spettacolo e al Turismo della Città di Lecce e in collaborazione con Merico Pianoforti e la Cantina Bonsegna di Nardò.

giovedì 4 gennaio 2018

Storie e Paesaggio Meridiano per Le Mani e l'Ascolto

Decimo appuntamento, venerdì 5 gennaio 2018, dalle 19.30, per la rassegna Le Mani e l’Ascolto al Fondo Verri, in via Santa Maria del Paradiso a Lecce con la presentazione a cura di Alessandra Peluso del romanzo “Dove nessuno è innocente”, di Mauro Bortone, edito da Besa e di “Primo canto alla macchia”, quaderno d’artista di Egidio Marullo sonorizzato da Valerio Daniele edito da Desuonatori.

La copertina del romanzo di Mauro Bortone edito da Besa

Due storie, due narrazioni, due personaggi, un unico percorso dentro le "assenze" della propria esistenza: "Dove nessuno è innocente", secondo romanzo del giornalista Mauro Bortone edito da Besa, è un viaggio ricco di sfaccettature e significati molteplici nell'universo dell'indifferenza. Per il primo dei protagonisti di quest'opera, Morelli, giovane volontario impegnato nell'accoglienza degli immigrati, l'indifferenza coincide con la mancanza di notorietà, una notorietà ambita e desiderata ma impossibile da raggiungere con un lavoro come il suo, al servizio degli ultimi. Inquieto e diviso fra umanità e cinismo, fra impegno civico e apparenza, Morelli vive una quotidianità monotona e informe, che alimenta in lui una frustrazione e un desiderio di fuga destinati a sfociare in un evento drammatico. L'altro protagonista di "Dove nessuno è innocente" è Silvano, impiegato di mezza età in un piccolo Comune che trascorre le giornate a osservare i volti che passano sui binari di una stazione, diviso fra il ricordo di suo padre - aiuto macchinista - e l'immagine di un clochard di nome Alfredo, che tormenta i suoi pensieri. 

Un acquerello di Egidio Marullo

“Primo Canto alla Macchia” è un Quaderno d’Artista di Egidio Marullo, composto da opere pittoriche in dialogo con la musica di Valerio Daniele in 12 momenti visivi e sonori. I dodici capitoli del quaderno raccontano un momento di confronto poetico tra il paesaggio meridiano, la macchia mediterranea e le particolari suggestioni cromatiche e sonore che ne derivano. L’Artista cerca di trasferire allo spettatore il risultato della sua indagine sulla dimensione mediterranea, cogliendone i codici e le sequenze dell’ambiente sotto forma di segni e luci generando un’esperienza spirituale ma legata indissolubilmente alla realtà dei luoghi oggetto dell’indagine. A dialogare con i paesaggi i suoni di Valerio Daniele che ha orchestrato una serie di otto componimenti scaturiti da una dialettica emozionale tra i linguaggi presenti su un compact disc allegato al quaderno.

La rassegna “Le Mani e l’Ascolto” - appuntamento ormai consueto nel cartellone che l’Amministrazione Comunale di Lecce promuove per le festività del Natale e del Capodanno si protrarrà fino al 5 gennaio - è realizzata con il sostegno dell’Associazione Presìdi del Libro e dell’Assessorato allo Spettacolo e al Turismo della Città di Lecce e in collaborazione con Merico Pianoforti e la Cantina Bonsegna di Nardò.

Il Fondo Verri è a Lecce, in via Santa Maria del Paradiso 8°, nei pressi della Chiesa del Rosario, Porta Rudiae.